sabato 23 gennaio 2021

 


Note personali all’Exapsalmos del mattutino bizantino.

          I cristiani, di Oriente e di Occidente, preghiamo con i salmi. Molti o pochi che essi siano nelle diverse ufficiature delle Chiese cristiane, costituiscono una parte fondamentale delle ore di preghiera cristiana, una parte veramente importante. Gesù appeso alla croce prega i salmi; i testi del Nuovo Testamento sono pieni di citazioni dei salmi interpretati già dai primi cristiani diciamo in chiave cristologica. E seguendo questo esempio neotestamentario, i cristiani continueranno a pregare i salmi e pregare con i salmi fino ai nostri giorni.

Dal quarto secolo in poi sarà il monachesimo che farà di questa raccolta di centocinquanta preghiere il suo libro di preghiera, lo strumento e la base della preghiera di quegli uomini e donne che si ritirano nella solitudine, nel deserto per pregare. Abbiamo delle testimonianze, in testi monastici dal quarto secolo in poi di questo uso abbondantissimo dei salmi da parte dei monaci, uso diario, settimanale, a seconda di ogni monastero o gruppo monastico si tratti. San Benedetto poi tra il quinto e sesto secolo, nella sua Regola per i monaci, distribuisce i salmi in modo preciso lungo le ore di preghiera dei suoi monaci, in una distribuzione che lui stesso insiste che deve essere settimanale, una distribuzione però che può essere rimessa sempre in discussione, a condizione che la preghiera del salterio settimanale venga sempre osservata. San Benedetto ritorna lungo la sua Regola sul ruolo centrale dei salmi e addirittura prevede che in quei monasteri dove, per debolezza o malattia si debba abbreviare l’ufficiatura, siano le letture o i responsori ma non siano mai i salmi a dover essere ridotti o magari soppressi (Regola XI).

Dopo il Concilio Vaticano II e l’arrivo delle lingue moderne nella liturgia, soprattutto per quanto riguarda la tradizione latina, ma anche per le diverse tradizioni orientali, cattoliche o ortodosse che esse siano, il ruolo del salterio è stato riproposto, e soprattutto il salterio come preghiera e come strumento per la preghiera. L’uso delle lingue moderne nelle liturgie però ha sollevato anche dei “problemi” in quanto i testi sacri ormai vengono capiti sì dai fedeli, ma non sempre sono compresi da tutti. Tradurre i testi liturgici, dare in mano ai fedeli questi testi antichi e venerabili, suppone da parte dei pastori delle Chiese cristiane l’assumersi l’onere -e l’onore se volete anche- di fare per i fedeli una catechesi, una mistagogia, un portare per mano alla comprensione di questi testi -e penso soltanto adesso al salterio ma si potrebbe parlare anche di altri testi liturgici-, non sempre facili, belli e poetici sicuramente, ma insisto non sempre facili.

I salmi sono dei testi che Cristo stesso pregò, e che la grande tradizione cristiana ha letto e ha pregato sempre in chiave cristologica. Per questo, ripeto, i pastori delle Chiese cristiane, come fecero già i grandi Padri della Chiesa da Origene ad Ambrogio e ad Agostino, abbiamo, mi si permetta l’espressione, l’obbligo di fare per i nostri fedeli una catechesi sui salmi, una vera e propria mistagogia, ripeto, che permetta i fedeli, ci permetta tutti di continuare a pregare con questi testi e pregare questi testi. Coscienti, sia chiaro, che il giorno in cui noi, pastori delle Chiese cristiane, rinunciassimo a fare questa mistagogia, questo non sia mai, allora dovremo procedere certamente a manovrare, manipolare, accorciare, mutilare testi millenari che i Padri ci hanno insegnato a pregare e a vivere nella nostra vita come cristiani, come monaci, di Oriente e di Occidente che siamo.

E dall’inizio di questa breve presentazione pongo la domanda: I salmi per noi cristiani sono delle preghiere, oppure sono fonte della e per la preghiera? Sono dei testi biblici che letti, ruminati e fatti nostri fanno sgorgare in noi la preghiera? Oppure sono essi stessi preghiere, che noi cristiani, come fece Cristo stesso, facciamo nostre affinché diventino la nostra preghiera. Ambedue questi approcci al salterio sono validi e vengono adoperati da noi cristiani. Perché per noi cristiani il salterio è preghiera di Cristo, preghiera a Cristo e preghiera con Cristo.

          Queste brevi note all’Exapsalmos del mattutino bizantino -che sono i sei salmi iniziali dell’ufficiatura mattutina: salmi 3, 37, 62, 87, 102 e 142- sono nate dal desiderio di offrire ai sacerdoti e ai fedeli di tradizione bizantina, in Grecia e ovunque, che ogni giorno pregano con questi sei salmi nell’ora del mattutino, non dico una guida, ma delle note, delle brevi riflessioni che possano loro aiutare a pregare i salmi, e a pregare con i salmi. Queste brevi note sono nate anche nei lunghi, lunghissimi mesi della pandemia covit-19, tra 2020 e 2021, per aiutare tutti i fedeli nella loro preghiera, soprattutto quando le chiese sono state chiuse, per aiutare i fedeli a pregare in casa, con la famiglia o da soli, questi testi di preghiera che la Chiesa ci mette nelle nostre mani. Brevi note che hanno avuto la loro origine anche nel desiderio di aiutare i fedeli a sentire il loro vescovo vicino a loro, nella sofferenza, nella solitudine, nel confinamento. Nate inoltre queste note dal desiderio di condividere con tante persone amiche quello che vive il cuore di un vescovo in una piccola diocesi nel Mediterraneo orientale.

          Sono delle note scritte in un ordine cronologico che non sempre ha seguito l’ordine liturgico dei sei salmi, cioè non ho proceduto sistematicamente dal primo al sesto, ma l’ordine è stato dettato dal come i sei salmi venivano da me letti e pregati in questi lunghi mesi pandemici.

+P. Manuel Nin

Esarca Apostolico

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